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Contributi INPS Artigiani e Commercianti 2026: Importi, Scadenze e Come Pagarli

Aggiornato Agosto 202630 minmedia
A cura di Rivista il 5 fonti ufficiali

Cosa ti serve prima di iniziare

  • ✓Codice fiscale e partita IVA attiva
  • ✓Accesso a INPS.it con SPID, CIE o CNS
  • ✓Reddito d'impresa dichiarato nell'ultimo modello Redditi (ex Unico)
  • ✓Modello F24 compilabile tramite home banking o software di contabilità
  • ✓Estratto conto contributivo INPS per verificare la posizione pregressa
Se sei iscritto alla gestione artigiani o commercianti dell'INPS, nel 2026 sei tenuto a versare contributi previdenziali sia in misura fissa (i cosiddetti contributi minimali) sia in misura variabile sul reddito eccedente il minimale. I contributi fissi si pagano in quattro rate nell'anno, indipendentemente dal reddito effettivamente prodotto, mentre il saldo variabile si calcola in sede di dichiarazione dei redditi. Per il 2026 il minimale di reddito imponibile sul quale calcolare il contributo fisso è stato aggiornato dalla circolare INPS di inizio anno. L'aliquota contributiva si applica in modo differenziato a seconda della categoria (artigiano o commerciante) e in base all'età anagrafica dell'iscritto, con riduzioni previste per i collaboratori familiari under 21. Questa guida ti spiega passo dopo passo come calcolare l'importo dovuto, compilare l'F24, rispettare tutte le scadenze e non incorrere in sanzioni. Informazioni aggiornate ad agosto 2026.
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Verifica la tua posizione contributiva sul portale INPS

Accedi al portale INPS (www.inps.it) con le tue credenziali SPID di livello 2, CIE o CNS. Una volta autenticato, vai nella sezione 'Lavoro autonomo e impresa' e seleziona 'Estratto conto previdenziale artigiani e commercianti'. Qui puoi vedere se sei regolarmente iscritto alla gestione di competenza (artigiani o commercianti), se ci sono eventuali debiti o omissioni contributive pregresse e qual è il tuo codice posizione INPS. Questo passaggio è fondamentale prima di procedere con i versamenti: un'iscrizione errata o una posizione irregolare può generare sanzioni aggiuntive. Se noti discrepanze, contatta il tuo patronato o la sede INPS territoriale competente prima di effettuare qualsiasi pagamento. Annota il numero di matricola aziendale e il codice sede INPS: ti serviranno per compilare correttamente il modello F24.
🖥️Cosa vedrai sullo schermo: Schermata del portale INPS con il menu 'Lavoro autonomo e impresa' evidenziato e la voce 'Estratto conto artigiani e commercianti' selezionata
▶⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Errore: accedere con credenziali INPS legacy non più valide — Soluzione: attiva SPID di livello 2 tramite uno degli identity provider abilitati (es. Poste Italiane, TIM, Aruba)
  • Errore: non trovare la propria posizione perché ci si è iscritti di recente — Soluzione: attendere 30 giorni dall'iscrizione o contattare la sede INPS per verificare l'attivazione della posizione
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Calcola i contributi fissi (minimale) per il 2026

Per il 2026 il minimale di reddito imponibile è fissato a 18.808 euro, come stabilito dalla circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026. Su questo importo si applica l'aliquota contributiva per determinare il contributo fisso annuo, da versare in quattro rate. Le aliquote 2026 sono il 24,00% per gli artigiani e il 24,48% per i commercianti: la differenza di 0,48 punti è l'aliquota aggiuntiva per il fondo di indennizzo per la cessazione dell'attività commerciale, ed è già compresa in quel 24,48%. Il contributo fisso annuo che ne risulta, comprensivo del contributo di maternità, è di 4.521,36 euro per gli artigiani e di 4.611,64 euro per i commercianti. Per i collaboratori familiari con meno di 21 anni di età l'aliquota è ridotta di 3 punti percentuali. Il contributo fisso annuo risultante va suddiviso in quattro rate di pari importo. Utilizza il calcolatore contributivo presente sul sito INPS o affidati al tuo commercialista per avere il dato esatto. Conserva il prospetto di calcolo come documentazione.
🖥️Cosa vedrai sullo schermo: Calcolatore contributi INPS sul portale ufficiale con i campi 'categoria', 'anno di riferimento', 'reddito annuo' e il risultato con il dettaglio delle quattro rate
▶⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Errore: applicare l'aliquota della gestione separata anziché quella della gestione artigiani/commercianti — Soluzione: verifica sempre la categoria di iscrizione sull'estratto conto INPS prima di calcolare
  • Errore: dimenticare la maggiorazione dello 0,09% per i commercianti — Soluzione: controlla la circolare INPS di riferimento per il 2026 e usa il calcolatore ufficiale
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Calcola il contributo variabile sul reddito eccedente il minimale

Se il tuo reddito d'impresa 2025, dichiarato nel modello Redditi 2026, supera il minimale di 18.808 euro, devi versare un contributo aggiuntivo sulla parte eccedente. Qui però l'aliquota non è piatta, ed è un punto che sfugge spesso: fino a 56.224 euro di reddito si applica il 24,00% per gli artigiani e il 24,48% per i commercianti, mentre sulla parte che supera quella soglia le aliquote salgono rispettivamente al 25,00% e al 25,48%. Esiste poi un massimale di reddito imponibile oltre il quale non si versa altro, e dipende da quando hai iniziato a versare: chi aveva già anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 ha un massimale di 93.707 euro, mentre chi si è iscritto dal 1 gennaio 1996 in poi ha un massimale di 122.295 euro, che in quel caso è un tetto invalicabile. Il contributo eccedente il minimale si versa insieme al saldo IRPEF entro il 30 giugno (o 31 luglio con maggiorazione dello 0,40%) e come primo acconto entro il 30 novembre. Utilizza il prospetto del modello Redditi PF per ricavare la base imponibile esatta su cui calcolare la parte variabile.
🖥️Cosa vedrai sullo schermo: Estratto del quadro RR del modello Redditi PF 2026 con le righe relative al contributo fisso e al contributo eccedente per artigiani e commercianti
▶⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Errore: calcolare il contributo variabile sul reddito lordo anziché sul reddito d'impresa al netto delle perdite — Soluzione: usa il reddito imponibile risultante dal quadro RF o RG del modello Redditi
  • Errore: non considerare il massimale e versare su importi superiori al limite — Soluzione: verifica l'anzianità contributiva sull'estratto conto INPS per applicare il massimale corretto
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Compila e versa il modello F24 per le rate fisse

I contributi fissi si versano in quattro rate utilizzando il modello F24 con i codici tributo specifici della gestione. Per gli artigiani i codici tributo da utilizzare sono: AP (contributo IVS artigiani), mentre per i commercianti è EC (contributo IVS commercianti). Nel campo 'periodo di riferimento' indica l'anno 2026. Il codice sede INPS va inserito nella sezione 'INPS' dell'F24. Puoi compilare e pagare l'F24 direttamente tramite i servizi di home banking del tuo istituto, tramite il portale dell'Agenzia delle Entrate (Fisconline o tramite intermediario abilitato) oppure fisicamente presso banche, uffici postali o agenzie fiscali. Se utilizzi un software gestionale o ti avvali di un commercialista, forniscigli il codice posizione INPS e l'importo di ciascuna rata. Verifica sempre la ricevuta del pagamento e conservala per almeno cinque anni.
🖥️Cosa vedrai sullo schermo: Modello F24 precompilato con la sezione INPS evidenziata, i campi 'codice sede', 'causale contributo' (AP o EC), 'periodo di riferimento' e 'importo' compilati correttamente
▶⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Errore: utilizzare il codice tributo della gestione separata (PXX) anziché AP o EC — Soluzione: controlla sempre la categoria di iscrizione prima di compilare l'F24
  • Errore: dimenticare di inserire il codice sede INPS corretto — Soluzione: recupera il codice dalla comunicazione INPS o dall'estratto conto previdenziale disponibile online
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Gestisci il conguaglio contributivo in sede di dichiarazione dei redditi

Al momento della presentazione del modello Redditi PF 2026 (relativo all'anno d'imposta 2025), il quadro RR ti consente di calcolare il conguaglio tra i contributi fissi già versati nel corso del 2025 e il contributo effettivamente dovuto sulla base del reddito realizzato. Se hai prodotto un reddito superiore al minimale, dovrai versare la differenza (contributo eccedente) entro le scadenze del saldo IRPEF. Se invece il tuo reddito è inferiore al minimale — situazione frequente nei primi anni di attività o in periodi di crisi — il contributo minimo rimane comunque dovuto per intero: non è possibile versarne meno. In questo quadro devi anche indicare l'acconto per l'anno successivo, calcolato in misura del 100% del contributo eccedente dell'anno precedente. Affidati al tuo commercialista per la compilazione del quadro RR oppure utilizza il software gratuito Redditi PF fornito dall'Agenzia delle Entrate.
🖥️Cosa vedrai sullo schermo: Quadro RR del software Redditi PF con le sezioni RR1 (artigiani) e RR2 (commercianti) compilate, evidenziando le righe del saldo e dell'acconto
▶⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Errore: non versare il contributo minimale pensando di essere esonerato perché il reddito è basso — Soluzione: il contributo fisso è sempre dovuto per l'intero anno di iscrizione, indipendentemente dal reddito prodotto
  • Errore: calcolare l'acconto sul reddito stimato anziché sul contributo dell'anno precedente — Soluzione: utilizza come base il contributo eccedente risultante dal quadro RR dell'anno precedente
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Verifica le riduzioni contributive e le agevolazioni previste per il 2026

Per il 2026 sono confermate alcune riduzioni contributive che è importante conoscere per non pagare più del dovuto. I pensionati iscritti alla gestione artigiani o commercianti beneficiano di una riduzione del 50% sui contributi IVS, da richiedere tramite domanda telematica sul portale INPS. I nuovi iscritti che avviano l'attività per la prima volta possono richiedere l'applicazione del regime agevolato contributivo se accedono al regime forfettario (aliquota sostitutiva IRPEF al 5% per i primi cinque anni). Tuttavia l'agevolazione fiscale del forfettario non comporta automaticamente una riduzione contributiva: i contributi INPS restano dovuti nelle misure ordinarie, salvo la riduzione del 35% applicabile su richiesta. Presenta la domanda di riduzione contributiva entro il 28 febbraio di ciascun anno tramite il portale INPS o tramite patronato. Se non la presenti entro tale data, la riduzione non si applica per l'anno in corso.
🖥️Cosa vedrai sullo schermo: Portale INPS con il percorso di navigazione per la richiesta di riduzione contributiva: 'Prestazioni e servizi' > 'Servizi' > 'Domanda riduzione contributi artigiani e commercianti'
▶⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Errore: ritenere che il regime forfettario esoneri automaticamente dal pagamento dei contributi INPS ordinari — Soluzione: i contributi INPS sono sempre dovuti; la riduzione del 35% va richiesta espressamente entro il 28 febbraio
  • Errore: non richiedere la riduzione del 50% spettante ai pensionati — Soluzione: presenta domanda telematica ogni anno entro il 28 febbraio per non perdere l'agevolazione

Domande frequenti

Quanto si paga di contributi INPS artigiani nel 2026?

Nel 2026 il contributo fisso annuo per gli artigiani si calcola applicando l'aliquota del 24,00% al minimale di reddito di 18.808 euro: l'importo dovuto, compreso il contributo di maternità, è di 4.521,36 euro, suddiviso in quattro rate trimestrali. Per i commercianti l'aliquota è 24,48% e il fisso annuo è 4.611,64 euro. Sul reddito eccedente il minimale si applica la stessa aliquota fino a 56.224 euro; sopra quella soglia sale di un punto, al 25,00% per gli artigiani e al 25,48% per i commercianti, fino al massimale.

Qual è la differenza tra la gestione artigiani/commercianti e la gestione separata INPS?

La gestione artigiani e commercianti è destinata a chi svolge attività in proprio con iscrizione alla CCIAA. La gestione separata è per collaboratori, professionisti senza cassa e lavoratori parasubordinati. Le aliquote della gestione separata nel 2026 sono più elevate (circa 26,07% per chi non ha altra copertura), mentre il sistema di versamento è diverso: si paga solo sul reddito effettivo, senza minimale fisso.

Quando scadono le rate dei contributi fissi INPS artigiani e commercianti 2026?

Le quattro rate dei contributi fissi 2026 scadono il 17 febbraio, il 19 maggio, il 20 agosto e il 17 novembre 2026. Il contributo eccedente il minimale (parte variabile calcolata sulla dichiarazione dei redditi) si versa entro il 30 giugno 2026 per il saldo, con possibilità di proroga al 31 luglio con maggiorazione dello 0,40%.

Chi è in regime forfettario deve pagare i contributi INPS in modo diverso?

No, i contributi INPS per artigiani e commercianti in regime forfettario sono calcolati con le stesse aliquote ordinarie. L'unica differenza è la possibilità di richiedere la riduzione del 35% sull'importo dovuto, presentando domanda telematica all'INPS entro il 28 febbraio di ogni anno. La base imponibile è il reddito determinato con le regole del forfettario.

Cosa succede se non si pagano i contributi INPS entro la scadenza?

Il mancato pagamento entro la scadenza comporta l'applicazione di sanzioni civili pari al tasso ufficiale di riferimento (TUR) maggiorato di 5,5 punti percentuali per i primi sei mesi di ritardo, che salgono al 7,5% dal settimo mese in poi. È possibile regolarizzare spontaneamente con il ravvedimento operoso pagando sanzioni ridotte tramite F24.

Il contributo INPS è deducibile fiscalmente per artigiani e commercianti?

Sì, i contributi previdenziali versati alla gestione artigiani e commercianti INPS sono integralmente deducibili dal reddito complessivo nel modello Redditi PF, indipendentemente dal regime fiscale adottato. Per i forfettari la deduzione opera in modo forfettario tramite il coefficiente di redditività applicato ai ricavi. La deduzione avviene nel quadro RP, rigo RP21.

Come funziona il massimale contributivo 2026 per artigiani e commercianti?

Il massimale è il tetto di reddito oltre il quale non si versano altri contributi IVS, e nel 2026 ce ne sono due, a seconda di quando hai cominciato a versare. Chi aveva già anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 ha un massimale di 93.707 euro. Chi si è iscritto dal 1 gennaio 1996 in poi ha un massimale di 122.295 euro, che in quel caso funziona come un tetto invalicabile: la parte di reddito che lo supera non è nemmeno imponibile. Il criterio non è il numero di anni di contribuzione, ma la data: puoi verificare la tua posizione sull'estratto conto previdenziale nell'area riservata del portale INPS.

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Link ufficiali

Le informazioni contenute in questa guida hanno scopo orientativo e informativo. Verifica sempre i dati aggiornati sui siti ufficiali delle amministrazioni competenti. GuidaPA.com non fornisce consulenza fiscale, legale o professionale.