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Pensione di reversibilità 2026: come funziona, percentuali e come richiederla all'INPS

Aggiornato Aprile 202630 minfacile

Cosa ti serve prima di iniziare

  • SPID, CIE o CNS per accedere ai servizi online INPS
  • Codice fiscale del defunto e del richiedente
  • Certificato di morte del pensionato o assicurato INPS
  • Stato di famiglia aggiornato (scaricabile gratuitamente da ANPR)
  • Codice IBAN del conto corrente intestato o cointestato al richiedente
  • Eventuale documentazione sui redditi propri (CU, dichiarazione dei redditi)
La pensione di reversibilità è una prestazione previdenziale che l'INPS eroga ai familiari superstiti di un pensionato deceduto. Nel 2026 le regole restano sostanzialmente invariate rispetto agli anni precedenti: il coniuge superstite ha diritto al 60% della pensione del defunto, un figlio al 70%, due figli all'80% e tre o più figli al 100%. Se sopravvivono sia il coniuge sia i figli, le percentuali si sommano fino al limite del 100%. È importante sapere che la pensione di reversibilità può essere ridotta in base al reddito personale del beneficiario: esistono fasce di reddito oltre le quali l'assegno viene decurtato del 25%, 40% o 50%. La domanda si presenta esclusivamente online tramite il portale INPS o tramite patronato. In questa guida trovi tutti i passi necessari per richiedere la prestazione, le percentuali aggiornate, le regole sulla cumulabilità con altri redditi e le risposte alle domande più frequenti.
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Verifica i requisiti per avere diritto alla pensione di reversibilità

Prima di presentare domanda, accertati di rientrare tra i beneficiari previsti dalla legge. Hanno diritto alla pensione di reversibilità: il coniuge superstite (anche separato legalmente, salvo addebito), i figli minori, i figli maggiorenni inabili al lavoro e a carico del defunto, i figli studenti tra 18 e 21 anni iscritti a scuola media superiore e a carico, i figli universitari fino a 26 anni a carico. In assenza di coniuge e figli, il diritto spetta ai genitori ultrasessantacinquenni a carico, ai fratelli celibi o nubili inabili al lavoro e a carico. Il defunto deve essere titolare di pensione INPS oppure, nel caso di pensione indiretta, deve aver maturato almeno 15 anni di contribuzione oppure 5 anni di cui 3 nell'ultimo quinquennio. Controlla la tua situazione prima di procedere: se non sei sicuro, rivolgiti a un patronato che valuterà gratuitamente il tuo caso.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Credere che il coniuge divorziato abbia sempre diritto alla reversibilità: in realtà ha diritto solo se percepiva l'assegno divorzile e non si è risposato
  • Pensare che i figli maggiorenni non abbiano mai diritto: i figli inabili al lavoro e a carico del defunto sono invece inclusi tra i beneficiari
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Calcola la percentuale e l'importo spettante

Le percentuali di reversibilità nel 2026 sono fissate per legge e si applicano sull'importo lordo della pensione percepita dal defunto al momento del decesso. Le aliquote sono: 60% al coniuge solo; 70% a un figlio solo (in assenza di coniuge); 80% a due figli (in assenza di coniuge); 100% a tre o più figli (in assenza di coniuge). Se convivono coniuge e figli, le percentuali si sommano: coniuge + 1 figlio = 80%; coniuge + 2 figli = 100%. Attenzione alla cumulabilità con i propri redditi: se il tuo reddito personale supera tre volte il trattamento minimo INPS (circa 19.000 euro annui nel 2026), la reversibilità viene ridotta del 25%; oltre quattro volte (circa 25.000 euro) la riduzione è del 40%; oltre cinque volte (circa 32.000 euro) la riduzione è del 50%. Il reddito del coniuge deceduto e la casa di abitazione non entrano nel calcolo. Usa il simulatore sul sito INPS per una stima personalizzata.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Includere nel calcolo del reddito anche quello del defunto o il valore dell'abitazione principale: questi non vanno conteggiati ai fini della riduzione
  • Dimenticare di sommare tutti i redditi soggetti a IRPEF, inclusi eventuali redditi da lavoro part-time o affitti
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Accedi al portale INPS con le tue credenziali digitali

Vai sul sito ufficiale INPS all'indirizzo www.inps.it e clicca sul pulsante 'Accedi' in alto a destra. Per autenticarti hai tre opzioni: SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d'Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Se non hai ancora lo SPID, puoi richiederlo gratuitamente presso uno dei provider abilitati come Poste Italiane, Aruba, TIM o altri: il rilascio richiede in genere 24-48 ore. Una volta effettuato l'accesso, attendi che il sistema carichi il tuo profilo personale. Nella homepage dell'area riservata troverai un riepilogo dei tuoi dati anagrafici e delle pratiche in corso. Se preferisci non procedere in autonomia, puoi delegare un patronato (INCA-CGIL, INAS-CISL, ITAL-UIL, CAF e altri) che presenterà la domanda gratuitamente per tuo conto, utilizzando le proprie credenziali professionali.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Tentare di accedere con le vecchie credenziali PIN INPS: dal 2021 il PIN non è più valido per i cittadini, è obbligatorio usare SPID, CIE o CNS
  • Usare credenziali SPID di un livello di sicurezza insufficiente: per i servizi INPS è richiesto almeno il livello 2
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Compila e invia la domanda di reversibilità online

Dalla homepage dell'area riservata INPS, cerca la sezione 'Prestazioni e servizi' e seleziona 'Servizi'. Nella barra di ricerca interna digita 'pensione di reversibilità' oppure 'superstiti' e seleziona il servizio 'Domanda pensione ai superstiti'. Si aprirà il modulo AP43, che dovrai compilare in tutte le sue parti: dati anagrafici del richiedente, dati del defunto (nome, cognome, codice fiscale, data e luogo di decesso), tipologia di prestazione richiesta (reversibilità o indiretta), dati bancari per il pagamento (IBAN). Carica i documenti richiesti in formato PDF: certificato di morte, stato di famiglia, eventuale sentenza di divorzio con attestazione dell'assegno divorzile. Controlla attentamente tutti i dati inseriti prima di cliccare su 'Invia'. Al termine riceverai una ricevuta con il numero di protocollo della domanda: conservala come prova della presentazione.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Caricare documenti in formato diverso dal PDF o con dimensioni eccessive: INPS accetta file PDF fino a 5 MB per singolo documento
  • Indicare un IBAN di un conto non intestato né cointestato al richiedente: la pensione può essere accreditata solo su conti di cui il beneficiario è titolare o contitolare
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Monitora lo stato della domanda e gestisci le comunicazioni INPS

Dopo l'invio della domanda, INPS ha 30 giorni di tempo per istrurla e liquidare la prestazione, ma i tempi reali possono variare. Monitora lo stato di avanzamento accedendo all'area riservata INPS e cliccando su 'Le mie domande' nella sezione 'Prestazioni'. Qui troverai lo stato aggiornato della tua pratica (ricevuta, in lavorazione, definita). Se INPS richiede documentazione integrativa, riceverai una comunicazione via email o nell'area messaggi del portale: rispondi tempestivamente per non rallentare i tempi. Una volta liquidata, la pensione di reversibilità decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso del pensionato e viene pagata mensilmente. Le prime mensilità arretrate vengono erogate in un'unica soluzione. Se la domanda viene respinta, hai 90 giorni per presentare ricorso in via amministrativa oppure puoi ricorrere al giudice del lavoro entro i termini di prescrizione.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Non controllare la casella email associata al profilo INPS: le richieste di integrazione documentale scadono e il mancato riscontro può portare al rigetto della domanda
  • Pensare che la pensione decorra dalla data di presentazione della domanda: invece decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso, indipendentemente da quando si fa domanda, ma è comunque opportuno presentarla prima possibile per non perdere arretrati
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Verifica annualmente la cumulabilità e comunica le variazioni di reddito

La pensione di reversibilità non è un diritto statico: ogni anno INPS verifica il reddito del beneficiario attraverso i dati trasmessi dall'Agenzia delle Entrate. Se il tuo reddito supera le soglie previste, la pensione viene ridotta automaticamente nell'anno successivo e potresti ricevere richieste di restituzione di importi percepiti in eccesso. Entro il 31 luglio di ogni anno INPS invia i cosiddetti 'obrobr' (modelli di dichiarazione reddituale per i pensionati): compilali e restituiscili nei tempi indicati. Se cambi situazione familiare (nuovo matrimonio, separazione, nascita di figli), comunicalo tempestivamente all'INPS perché alcune variazioni incidono sul diritto e sull'importo della reversibilità. In particolare, il coniuge superstite che si risposa perde il diritto alla reversibilità, ma ha diritto a una somma una tantum pari a due annualità della pensione. Tieni sempre aggiornati i tuoi dati sul portale INPS.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Non comunicare il nuovo matrimonio all'INPS sperando che non venga rilevato: INPS incrocia i dati con i Comuni e l'Agenzia delle Entrate, e le somme percepite indebitamente vanno restituite con interessi
  • Non compilare il modello di dichiarazione reddituale annuale: il mancato invio può portare alla sospensione cautelativa della pensione

Domande frequenti

Quanto prende il coniuge superstite con la pensione di reversibilità nel 2026?

Il coniuge superstite ha diritto al 60% della pensione che percepiva il defunto. Se convive con un figlio avente diritto, la percentuale sale all'80%; con due figli al 100%. L'importo può essere ridotto del 25%, 40% o 50% se il beneficiario ha redditi propri superiori alle soglie stabilite dalla legge, che nel 2026 corrispondono rispettivamente a circa 19.000, 25.000 e 32.000 euro annui.

Il coniuge divorziato ha diritto alla pensione di reversibilità?

Sì, ma solo a determinate condizioni. Il coniuge divorziato ha diritto alla reversibilità se al momento del decesso percepiva l'assegno divorzile stabilito dal tribunale e non si è risposato. Se nel frattempo il defunto aveva contratto un nuovo matrimonio, la pensione viene ripartita tra il coniuge superstite e l'ex coniuge in proporzione alla durata dei rispettivi matrimoni.

Entro quando bisogna fare domanda di reversibilità all'INPS?

Non esiste un termine perentorio per presentare la domanda, ma conviene farlo il prima possibile perché la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso. Tuttavia, le rate arretrate si prescrivono dopo 5 anni. Prima si presenta la domanda, prima si inizia a percepire la pensione e si recuperano gli arretrati spettanti.

La pensione di reversibilità è cumulabile con la pensione di vecchiaia o di lavoro?

Sì, la pensione di reversibilità è cumulabile con altri redditi da pensione o da lavoro, ma può essere ridotta in base all'ammontare del reddito complessivo personale. Le riduzioni previste sono del 25%, 40% o 50% a seconda della fascia di reddito superata. La casa di abitazione e i redditi del defunto non sono inclusi nel calcolo.

Cosa succede alla pensione di reversibilità se il coniuge si risposa?

Il coniuge superstite che si risposa perde definitivamente il diritto alla pensione di reversibilità. Tuttavia, ha diritto a ricevere una somma una tantum pari a due annualità dell'importo della pensione di reversibilità. Questo importo viene erogato una sola volta e non è ripetibile. La perdita del diritto decorre dal mese successivo al nuovo matrimonio.

Quanto tempo ci vuole per ottenere la pensione di reversibilità dopo la domanda?

Il termine legale per la liquidazione è di 30 giorni dalla data di presentazione della domanda completa di tutta la documentazione. Nella pratica i tempi medi sono di 60-90 giorni. Se la domanda è carente di documenti, i tempi si allungano. Puoi monitorare lo stato della pratica nell'area riservata INPS alla sezione 'Le mie domande'.

I figli maggiorenni hanno diritto alla pensione di reversibilità?

Sì, in casi specifici. I figli maggiorenni hanno diritto alla reversibilità se sono riconosciuti inabili al lavoro e risultavano a carico del defunto al momento del decesso. Hanno diritto anche i figli studenti tra 18 e 21 anni iscritti alla scuola media superiore e i figli universitari fino a 26 anni, in entrambi i casi se a carico del defunto.

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Le informazioni contenute in questa guida hanno scopo orientativo e informativo. Verifica sempre i dati aggiornati sui siti ufficiali delle amministrazioni competenti. GuidaPA.com non fornisce consulenza fiscale, legale o professionale.