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Prestiti INPS 2026 per Dipendenti Pubblici e Pensionati: Piccolo Prestito e Prestito Pluriennale

Aggiornato Agosto 202630 minmedia
A cura di Rivista il 5 fonti ufficiali

Cosa ti serve prima di iniziare

  • ✓SPID livello 2, CIE o CNS per accedere al portale INPS
  • ✓Busta paga o cedolino pensione degli ultimi 3 mesi
  • ✓Documento di identità in corso di validità (carta d'identità o passaporto)
  • ✓Codice fiscale
  • ✓IBAN del conto corrente intestato al richiedente
  • ✓Iscrizione attiva alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali INPS (ex Fondo Credito)
  • ✓Quattro anni di anzianità di servizio utile ai fini pensionistici e quattro anni di contribuzione alla gestione (stesso requisito per entrambi i prestiti)
  • ✓Per il solo prestito pluriennale, se sei in servizio: contratto a tempo indeterminato o a tempo determinato non inferiore a 3 anni
Molti li cercano come "prestito d'onore INPS", ma è bene chiarirlo subito perché il nome genera confusione: il prestito d'onore vero e proprio è un'altra cosa (i finanziamenti per l'autoimpiego e i prestiti d'onore agli studenti). Quelli di cui parla questa guida sono i due prestiti agevolati della Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali dell'INPS, l'ex Fondo Credito INPDAP: il piccolo prestito e il prestito pluriennale diretto. Possono richiederli i dipendenti pubblici in servizio e i pensionati iscritti alla Gestione Unitaria, e anche il personale di Poste Italiane iscritto alla Gestione Fondo Credito ex IPOST, che spesso non sa di averne diritto. Il denaro lo eroga direttamente l'INPS e il rimborso avviene per trattenuta automatica sulla busta paga o sul cedolino della pensione. Le due formule servono a esigenze diverse. Il piccolo prestito copre fino a quattro mensilità nette e si restituisce in 12, 24, 36 o 48 rate: è pensato per una spesa imprevista. Il prestito pluriennale è un finanziamento più impegnativo, quinquennale in 60 rate oppure decennale in 120 rate, con la rata che non può superare un quinto dello stipendio o della pensione netta. Il vantaggio rispetto a un prestito bancario è il tasso: per il 2026 il TAN del piccolo prestito è del 4,25%. Attenzione però a non fermarsi al TAN, perché al prestito si sommano le spese amministrative dello 0,50% dell'importo e il contributo al fondo rischi, che dipende dall'età e dalla durata: è il TAEG, non il TAN, il numero da confrontare con le offerte delle banche. La domanda si presenta solo online sul portale INPS con SPID, CIE o CNS.
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Verifica i requisiti e calcola quanto puoi chiedere

Prima di avviare la domanda controlla di avere i requisiti, perché sono gli stessi per entrambi i prestiti e sono più severi di quanto molti si aspettino: servono quattro anni di anzianità di servizio utile ai fini pensionistici e quattro anni di contribuzione alla gestione di riferimento. Non basta quindi essere dipendenti pubblici da poco. Devi essere iscritto alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali (ex Fondo Credito) come dipendente pubblico in servizio o come pensionato, oppure appartenere al personale di Poste Italiane iscritto alla Gestione Fondo Credito ex IPOST. Per il prestito pluriennale, se sei in servizio, occorre inoltre una retribuzione fissa e continuativa e un contratto a tempo indeterminato oppure a tempo determinato di durata non inferiore a tre anni. Poi calcola l'importo. Il piccolo prestito si commisura alla mensilità netta e arriva fino a quattro mensilità, con rimborso in 12, 24, 36 o 48 rate a seconda di quante ne chiedi. Il prestito pluriennale non si misura in mensilità: si sceglie la durata, cinque anni (60 rate) o dieci anni (120 rate), e l'importo viene determinato dalla rata sostenibile, che per legge non può superare un quinto dello stipendio o della pensione netta. Per il pluriennale quinquennale il massimale è di 30.000 euro. Quel limite del quinto è il motivo più frequente di rifiuto, e va calcolato tenendo conto di eventuali altre cessioni o delegazioni già in corso: se hai già una cessione del quinto attiva, lo spazio disponibile si riduce di conseguenza. Prendi la mensilità netta dall'ultimo cedolino e, prima di compilare la domanda, usa il servizio "Simulazione piccoli prestiti o prestiti pluriennali" del portale INPS: ti restituisce importo erogabile, rata e piano di ammortamento indicativi.
🖥️Cosa vedrai sullo schermo: Schermata del portale MyINPS con la sezione 'Gestione Unitaria' evidenziata e il riepilogo degli anni di iscrizione al Fondo Credito del richiedente.
▶⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Non verificare l'anzianità di iscrizione al Fondo Credito prima di procedere: se non si raggiungono i requisiti minimi la domanda viene automaticamente respinta. Controlla il tuo estratto conto previdenziale nell'area personale INPS prima di iniziare.
  • Calcolare l'importo sulla mensilità lorda invece che netta: INPS calcola il prestito sulla retribuzione netta effettiva. Usa sempre il cedolino paga o pensione come riferimento.
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Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS

Collegati al sito ufficiale INPS all'indirizzo www.inps.it e clicca sul pulsante 'Accedi' in alto a destra. Scegli la modalità di autenticazione tra SPID (livello 2 o superiore), Carta di Identità Elettronica (CIE) con PIN, oppure Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Se utilizzi SPID, seleziona il tuo gestore di identità dall'elenco (es. Poste Italiane, Aruba, TIM), inserisci le credenziali e conferma l'accesso tramite l'app o il codice OTP. Se utilizzi la CIE, assicurati di avere un lettore NFC compatibile o uno smartphone con NFC abilitato. Dopo l'autenticazione, verrai reindirizzato alla tua area personale MyINPS. Verifica che i tuoi dati anagrafici visualizzati siano corretti. In caso di discrepanze nei dati, contatta il tuo ente datore di lavoro o la sede INPS di competenza prima di procedere con la domanda. Non usare mai credenziali di terzi: l'accesso deve essere strettamente personale.
🖥️Cosa vedrai sullo schermo: Pagina di login del portale INPS con i tre bottoni di accesso (SPID, CIE, CNS) evidenziati e il menu a tendina dei provider SPID aperto.
▶⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Utilizzare SPID di livello 1 (solo username e password senza secondo fattore): il portale INPS richiede almeno il livello 2. Assicurati di avere attivato l'autenticazione a due fattori con il tuo gestore SPID.
  • Accedere con le credenziali PIN/password INPS legacy ormai dismesse: dal 2022 l'accesso con PIN INPS non è più disponibile. Attiva SPID o CIE presso uno sportello abilitato.
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Trova e apri il servizio 'Prestiti' nella sezione Fondo Credito

Una volta nell'area personale MyINPS, utilizza la barra di ricerca interna e digita 'Prestiti Fondo Credito' oppure naviga nel menu principale selezionando 'Prestazioni e Servizi' e poi 'Servizi'. Cerca la voce 'Prestiti della Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali'. In alternativa, accedi direttamente alla pagina del servizio tramite il motore di ricerca del sito INPS. Clicca su 'Accedi al servizio' per aprire la piattaforma dedicata. Il sistema verificherà in automatico la tua posizione presso il Fondo Credito: vedrai un riepilogo con gli anni di iscrizione, l'eventuale presenza di prestiti in corso e il massimale richiedibile. Se hai già un prestito in corso non ancora estinto puoi chiederne un altro solo a titolo di rinnovo, e soltanto dopo aver versato un certo numero di rate: per il piccolo prestito servono 5 mensilità già pagate se è annuale, 10 se biennale, 15 se triennale, 20 se quadriennale; per il pluriennale devono essere trascorsi due anni dall'inizio di un quinquennale o quattro dall'inizio di un decennale. Nel rinnovo l'INPS chiude il prestito in corso e trattiene il debito residuo dall'importo del nuovo, che quindi ti arriva già decurtato. Annota il massimale disponibile prima di procedere alla compilazione.
🖥️Cosa vedrai sullo schermo: Schermata del servizio 'Prestiti Gestione Unitaria' con il pannello di riepilogo della posizione creditizia del richiedente: anni di iscrizione, prestiti attivi e massimale disponibile.
▶⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Confondere il servizio 'Prestiti Fondo Credito' con i prestiti ex INPDAP su piattaforme esterne o broker: usa esclusivamente il portale ufficiale INPS. Diffidate di siti terzi che si offrono di fare la domanda al posto vostro.
  • Non controllare se esiste già un prestito attivo prima di procedere: il sistema lo blocca automaticamente, ma perdere tempo nella compilazione è evitabile verificando subito il riepilogo della posizione creditizia.
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Compila la domanda online e scegli il tipo di prestito

Clicca su 'Nuova domanda' e seleziona il tipo di prestito desiderato: piccolo prestito, fino a 4 mensilità nette rimborsabili in 12, 24, 36 o 48 rate, oppure prestito pluriennale diretto, quinquennale in 60 rate o decennale in 120 rate. Per il pluriennale non indichi un numero di mensilità ma la durata e l'importo desiderato, entro il limite della rata pari a un quinto del netto. Il sistema calcolerà automaticamente l'importo erogabile e la rata mensile di rimborso in base ai tuoi dati. Verifica che tutti i dati precompilati siano corretti: dati anagrafici, ente di appartenenza, codice fiscale. Inserisci l'IBAN del conto corrente su cui vuoi ricevere l'accredito: deve essere intestato esclusivamente a te. Indica la motivazione della richiesta (facoltativa ma consigliata per un'istruttoria più rapida). Allega i documenti richiesti in formato PDF o JPG: documento di identità fronte-retro e, se richiesto dal sistema, l'ultimo cedolino paga o pensione. Controlla attentamente tutti i dati prima di cliccare su 'Invia domanda'. Dopo l'invio riceverai una ricevuta con numero di protocollo via email e nell'area personale MyINPS.
🖥️Cosa vedrai sullo schermo: Maschera di compilazione della domanda prestito con i campi 'Tipo prestito', 'Numero mensilità', 'IBAN' e 'Allega documento' evidenziati, e il pulsante 'Invia domanda' in basso.
▶⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Inserire un IBAN cointestato o intestato a un familiare: INPS accredita solo su conti intestati unicamente al richiedente. Apri un conto corrente individuale se necessario prima di fare domanda.
  • Allegare documenti di identità scaduti o illeggibili: la domanda viene sospesa in attesa di integrazione documentale, allungando i tempi. Usa sempre scan nitide di documenti in corso di validità.
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Monitora lo stato della domanda e ricevi l'accredito

Dopo l'invio della domanda, accedi periodicamente alla tua area personale MyINPS per monitorare lo stato dell'istruttoria. Il percorso è: MyINPS > 'Le mie pratiche' > 'Prestiti'. I possibili stati sono: 'In lavorazione', 'Approvata', 'In attesa di integrazione' o 'Respinta'. I tempi medi di lavorazione nel 2026 sono di circa 15-30 giorni lavorativi dalla ricezione della domanda completa. Se la domanda è 'In attesa di integrazione', riceverai una notifica via email: accedi al servizio e carica i documenti aggiuntivi richiesti entro i termini indicati (di solito 30 giorni). Una volta approvata, l'importo viene accreditato sull'IBAN indicato entro 5-10 giorni lavorativi. Il rimborso inizierà automaticamente dal primo cedolino utile successivo all'erogazione, tramite trattenuta diretta in busta paga o pensione. Conserva la ricevuta della domanda e il piano di ammortamento che trovi nell'area personale.
🖥️Cosa vedrai sullo schermo: Sezione 'Le mie pratiche' di MyINPS con lo stato della domanda prestito mostrato come 'Approvata' e i dettagli del piano di rimborso con importo rata e numero rate visibili.
▶⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Non controllare l'email associata allo SPID o all'account INPS: le notifiche di integrazione documentale vengono inviate lì. Se non rispondi entro i termini, la domanda viene chiusa e devi ricominciare da capo.
  • Credere che il rimborso parta solo dopo una comunicazione esplicita: la trattenuta è automatica e parte dal cedolino successivo all'erogazione senza ulteriori azioni da parte tua. Verifica il cedolino paga successivo.
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Gestisci il piano di rimborso e richiedi eventuali modifiche

Il rimborso avviene tramite trattenuta automatica mensile direttamente sulla busta paga (per i dipendenti pubblici) o sul cedolino della pensione (per i pensionati). Non devi fare nulla: è il tuo datore di lavoro o l'INPS stesso a operare la trattenuta ogni mese. Puoi visualizzare il piano di ammortamento completo, con rata per rata e interessi residui, nella sezione 'Le mie pratiche > Prestiti' dell'area MyINPS. In caso di cessazione del rapporto di lavoro prima dell'estinzione del prestito, il debito residuo viene trattenuto dal TFR o dalla liquidazione. Se vuoi estinguere anticipatamente il prestito puoi farne richiesta tramite lo stesso portale INPS, nella sezione dedicata, e non sono previste penali. Tienine però presente una conseguenza che sorprende molti: estinguere in anticipo non ti permette di chiedere subito un nuovo prestito, perché i termini per il rinnovo continuano a calcolarsi dalla data di decorrenza del prestito che hai estinto, non dalla data di estinzione. Se il tuo obiettivo è ottenere una nuova somma, il rinnovo è quasi sempre la strada più rapida rispetto all'estinzione seguita da una nuova domanda. In caso di variazione dell'IBAN o di problemi con la trattenuta, contatta il tuo ufficio paghe o la sede INPS territoriale di competenza.
🖥️Cosa vedrai sullo schermo: Piano di ammortamento del prestito visualizzato nell'area MyINPS: tabella con mese, importo rata, quota interessi, quota capitale e debito residuo progressivo evidenziati.
▶⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Pensare di dover pagare manualmente le rate come un normale prestito bancario: la trattenuta è completamente automatica. Non effettuare bonifici spontanei che potrebbero creare doppie trattenute difficili da recuperare.
  • Non verificare il cedolino nei mesi successivi all'erogazione: in rari casi la trattenuta può non partire correttamente. Controlla i primi 2-3 cedolini dopo l'accredito per assicurarti che il rimborso sia avviato.

Domande frequenti

Chi può richiedere i prestiti INPS della Gestione Unitaria?

Possono richiederli i dipendenti pubblici in servizio e i pensionati iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali (l'ex Fondo Credito INPDAP), oltre al personale di Poste Italiane iscritto alla Gestione speciale Fondo Credito ex IPOST, che è la categoria più spesso dimenticata. Sono esclusi i lavoratori del settore privato e i dipendenti di enti non iscritti alla Gestione Unitaria. In ogni caso l'iscrizione da sola non basta: servono quattro anni di anzianità di servizio utile ai fini pensionistici e quattro anni di contribuzione alla gestione. Puoi verificare la tua posizione nell'area personale MyINPS.

Quanto costa davvero il piccolo prestito INPS nel 2026?

Per il 2026 il TAN del piccolo prestito è del 4,25%. Il TAN però non è il costo totale, ed è l'errore di valutazione più comune: al prestito si aggiungono le spese amministrative pari allo 0,50% dell'importo lordo concesso e il contributo al fondo rischi, che varia in base all'età del richiedente e alla durata scelta. Sommando tutto, il TAEG si colloca indicativamente fra il 4,5% e il 5%. È il TAEG il numero da confrontare con le offerte bancarie, non il TAN. Gli importi esatti per la tua situazione li ottieni dalla simulazione sul portale INPS prima di presentare la domanda.

Quanto tempo ci vuole per ricevere il prestito INPS?

I tempi medi di lavorazione della domanda nel 2026 sono di circa 15-30 giorni lavorativi dalla ricezione della domanda completa e corretta. Se la pratica è completa e non richiede integrazioni documentali, l'accredito avviene entro 5-10 giorni lavorativi dalla approvazione. Eventuali richieste di documentazione aggiuntiva allungano i tempi.

Posso richiedere un altro prestito se ne ho già uno in corso?

Sì, ma sotto forma di rinnovo e solo dopo aver rimborsato un numero minimo di rate. Per il piccolo prestito servono 5 mensilità versate se il prestito è annuale, 10 se biennale, 15 se triennale, 20 se quadriennale. Per il prestito pluriennale devono essere passati almeno due anni dall'inizio di un quinquennale o quattro anni dall'inizio di un decennale. Quando concede il rinnovo l'INPS chiude il prestito precedente e recupera il debito residuo direttamente dall'importo del nuovo prestito, che perciò viene erogato al netto di quanto ancora dovevi.

Cosa succede al prestito se smetto di lavorare o vado in pensione?

In caso di cessazione del rapporto di lavoro per qualsiasi causa (pensionamento, dimissioni, licenziamento), il debito residuo del prestito viene di norma trattenuto dalla liquidazione o dal TFR. Se il TFR non è sufficiente, l'INPS valuterà le modalità di recupero del residuo debito. Al passaggio in pensione, le trattenute continuano automaticamente sul cedolino pensionistico.

Posso estinguere il prestito in anticipo senza penali?

Sì, l'estinzione anticipata totale si richiede dal portale INPS nell'area personale e non comporta penali: l'INPS calcola il debito residuo comprensivo degli interessi maturati fino alla data di estinzione. C'è però un effetto che conviene conoscere prima di deciderlo. Estinguere in anticipo non azzera i tempi di attesa per un nuovo prestito: i termini per il rinnovo si calcolano comunque a partire dalla data di decorrenza del prestito estinto. Se stai estinguendo con l'idea di chiederne subito un altro, l'operazione non ti fa guadagnare tempo e conviene valutare direttamente il rinnovo.

Come posso verificare se sono iscritto al Fondo Credito INPS?

Accedi all'area personale MyINPS con SPID, CIE o CNS e cerca la sezione 'Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali'. Lì trovi il tuo estratto conto con gli anni di iscrizione e i contributi versati. In alternativa, contatta la sede INPS territoriale di competenza o il tuo ufficio del personale presso l'ente datore di lavoro.

Il prestito d'onore e il piccolo prestito INPS sono la stessa cosa?

No, e la confusione è diffusa. Con "prestito d'onore" si indicano di solito i finanziamenti agevolati per avviare un'attività autonoma e i prestiti d'onore destinati agli studenti universitari: prodotti diversi, con altri enti erogatori e altri requisiti. I prestiti erogati dall'INPS ai dipendenti pubblici e ai pensionati si chiamano piccolo prestito e prestito pluriennale diretto, e appartengono alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. Se cerchi informazioni sul portale INPS usa questi due nomi: con "prestito d'onore" non troveresti la scheda giusta.

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