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TARI 2026: come si calcola e come si paga (guida completa)

Aggiornato Aprile 202630 minmedia

Cosa ti serve prima di iniziare

  • Visura catastale o contratto di locazione (per la superficie dell'immobile)
  • Numero di persone stabilmente residenti o occupanti l'immobile
  • Codice fiscale del contribuente intestatario della TARI
  • Delibera tariffaria 2026 del proprio Comune (reperibile sul sito istituzionale)
  • Modello F24 o avviso di pagamento inviato dal Comune
  • Credenziali SPID, CIE o CNS per accedere ai portali comunali online
La TARI (Tassa sui Rifiuti) è il tributo locale che finanzia il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani. Nel 2026 ogni Comune stabilisce autonomamente le proprie tariffe entro il 30 aprile, seguendo i criteri fissati dal DPR 158/1999 e le indicazioni dell'ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente). Il calcolo si basa su due componenti: la parte fissa, determinata dalla superficie calpestabile dell'immobile, e la parte variabile, legata al numero di occupanti. Il totale varia sensibilmente da Comune a Comune: un appartamento di 80 mq occupato da 3 persone può costare da 150 a oltre 400 euro l'anno a seconda della città. È possibile ottenere riduzioni significative — fino al 30% — in caso di abitazione non occupata, utilizzo del compostaggio domestico o altre agevolazioni locali. Questa guida ti spiega passo dopo passo come verificare le tariffe del tuo Comune, calcolare l'importo dovuto, individuare eventuali riduzioni e pagare correttamente la TARI 2026 tramite F24 o bollettino postale.
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Verifica le tariffe TARI 2026 deliberate dal tuo Comune

Accedi al sito istituzionale del tuo Comune (es. www.comune.roma.it) e cerca la sezione 'Tributi', 'TARI' o 'Tasse e tributi locali'. I Comuni sono tenuti a pubblicare le delibere tariffarie entro il 30 aprile 2026 sul proprio sito e sul Portale del Federalismo Fiscale (www.finanze.gov.it). Nella delibera troverai due tabelle fondamentali: la tariffa fissa per fascia dimensionale dell'immobile (espressa in euro/mq) e la tariffa variabile per numero di componenti del nucleo familiare (espressa in euro/occupante). Le tariffe si differenziano anche per categoria d'uso: utenze domestiche (abitazioni) e non domestiche (negozi, uffici, ristoranti, ecc.). Prendi nota della riga che corrisponde alla tua tipologia di utenza. Se il Comune non ha ancora pubblicato le tariffe 2026, puoi fare riferimento a quelle 2025 come stima provvisoria, ma attendi la delibera ufficiale prima di effettuare eventuali versamenti spontanei.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Confondere la delibera TARI con quella IMU: sono documenti distinti, verifica sempre che il titolo riporti esplicitamente 'TARI 2026'.
  • Usare le tariffe dell'anno precedente senza verificare eventuali aggiornamenti: le tariffe possono variare anche del 10-15% da un anno all'altro a causa degli adeguamenti ARERA.
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Calcola la superficie calpestabile imponibile ai fini TARI

La base di calcolo della TARI è la superficie calpestabile dell'immobile, che corrisponde alla superficie interna misurata al netto dei muri perimetrali e delle strutture portanti. Questa misura è normalmente inferiore alla superficie catastale riportata nella visura: per legge (art. 1 comma 646 L. 147/2013) si applica una riduzione dell'80% della superficie catastale come stima forfettaria, oppure si usa la superficie risultante dalla planimetria depositata al Catasto. Controlla la planimetria catastale del tuo immobile tramite il portale dell'Agenzia delle Entrate (visura planimetria online) oppure tramite il sito dei servizi catastali. Non includere nel calcolo: balconi, terrazze non coperte, cantine non abitabili, garage pertinenziali e vani scala condominiali, che sono esclusi dalla tassazione. Se hai dubbi sulla superficie dichiarata, puoi richiederla direttamente all'ufficio tributi del Comune: spesso il dato è già precaricato nella banca dati comunale.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Dichiarare la superficie commerciale catastale anziché quella calpestabile: la differenza può essere del 10-20% e genera un'imposta più alta del dovuto.
  • Dimenticare di aggiornare la superficie dopo una ristrutturazione che ha modificato la planimetria: in questo caso è obbligatorio presentare una nuova dichiarazione TARI al Comune.
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Determina il numero di occupanti e applica la formula di calcolo

Per le utenze domestiche il numero di occupanti coincide con il numero di persone risultanti dall'anagrafe del Comune alla data del 1° gennaio 2026. Per le abitazioni occupate da non residenti (es. seconda casa affittata, abitazione di studenti fuori sede) il Comune applica di norma una presunzione di occupazione basata su parametri standard, solitamente 1 o 2 persone. La formula base della TARI è: TARI = (Tariffa fissa × Superficie mq) + (Tariffa variabile × Numero occupanti). Esempio pratico: abitazione di 90 mq con 3 occupanti, tariffe 2026 di un Comune medio — tariffa fissa 1,20 €/mq, tariffa variabile 45 €/occupante. Calcolo: (1,20 × 90) + (45 × 3) = 108 + 135 = 243 € annui lordi, a cui si aggiunge il tributo provinciale (di solito dal 5% al 10%) e l'eventuale addizionale ARERA. Conserva il calcolo per confrontarlo con l'avviso che invierà il Comune.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Non aggiornare il numero di occupanti dopo nascite, decessi o variazioni anagrafiche: il Comune aggiorna automaticamente i dati anagrafici, ma è utile verificare che l'avviso di pagamento riporti il numero corretto.
  • Dimenticare di sommare il tributo provinciale (TEFA) all'importo base: il totale da pagare è sempre superiore alla sola quota TARI.
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Verifica le riduzioni e le agevolazioni TARI a cui hai diritto

La normativa e i regolamenti comunali prevedono diverse riduzioni che possono abbattere significativamente l'importo dovuto. Ecco le principali applicabili nel 2026: (1) Abitazione non occupata o tenuta a disposizione: riduzione fino al 30% sulla parte variabile, da richiedere con apposita dichiarazione al Comune entro i termini stabiliti; (2) Compostaggio domestico: riduzione del 20-30% per chi pratica il compostaggio dei rifiuti organici, previa iscrizione al registro comunale compostatori; (3) Nucleo familiare in difficoltà economica: esenzione totale o parziale per ISEE inferiore a soglie definite localmente (spesso tra 7.500 e 15.000 euro); (4) Abitazione con un solo occupante anziano: alcune amministrazioni applicano riduzioni specifiche; (5) Immobile non allacciato ai servizi: riduzione proporzionale se il servizio di raccolta non è attivato nella zona. Presenta sempre la richiesta di riduzione in forma scritta (anche via PEC o sportello online) prima della scadenza della prima rata, conservando la ricevuta.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Non presentare la domanda di riduzione entro i termini: molti Comuni richiedono che la richiesta arrivi prima dell'emissione degli avvisi o entro il 31 gennaio dell'anno di riferimento. Passato il termine, la riduzione slitta all'anno successivo.
  • Credere che la riduzione per compostaggio si applichi automaticamente: è sempre necessaria un'iscrizione preventiva al registro comunale e spesso anche un sopralluogo dell'ufficio tecnico.
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Paga la TARI 2026 con F24 o bollettino postale entro le scadenze

La TARI si paga in rate (di norma 2 o 3) secondo il calendario stabilito dal Comune. Il pagamento può avvenire in due modi principali: (A) Modello F24 — indica il codice tributo specifico nel campo 'Sezione ICI e altri tributi locali'. I codici TARI più comuni sono 3944 (quota comunale) e 3945 (quota provinciale TEFA); inserisci il codice catastale del Comune nel campo apposito. Puoi pagare via home banking, app bancaria, portale dell'Agenzia delle Entrate (F24 online con SPID) o presso sportelli bancari e CAF. (B) Bollettino postale precompilato — il Comune invia l'avviso con bollettino allegato; pagalo online su poste.it, tramite app BancoPosta, agli sportelli postali o presso tabaccai abilitati. Alcuni Comuni offrono anche il pagamento tramite PagoPA direttamente dal portale tributi. Conserva sempre la ricevuta di pagamento per almeno 5 anni. In caso di mancato pagamento si applicano sanzioni dell'1% al giorno per i primi 14 giorni, poi del 15% fino a 30 giorni (ravvedimento operoso).
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Inserire il codice tributo sbagliato nel modello F24: il codice 3944 è per la quota TARI comunale, il 3945 per il tributo provinciale TEFA. Confonderli causa versamenti non imputati correttamente con necessità di correzione presso l'ufficio tributi.
  • Pagare solo la quota TARI dimenticando il tributo provinciale TEFA: il Comune emetterà un sollecito per il residuo non versato.
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Presenta o aggiorna la dichiarazione TARI se la tua situazione è cambiata

La dichiarazione TARI deve essere presentata al Comune ogni volta che si verifica una variazione rilevante: nuova occupazione dell'immobile, cambio di residenza, variazione del numero di occupanti non anagrafica, modifica della superficie, inizio o cessazione di un'attività commerciale, o richiesta di una riduzione. Il termine ordinario è il 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui è avvenuta la variazione, ma molti Comuni anticipano questa scadenza. La dichiarazione si presenta di norma online tramite lo sportello telematico del Comune (accesso con SPID, CIE o CNS), via PEC all'ufficio tributi o di persona allo sportello. Allega sempre i documenti giustificativi (contratto di locazione, visura catastale, planimetria aggiornata). Se hai cambiato abitazione nel corso del 2025 e non hai ancora presentato la dichiarazione di cessazione per la vecchia utenza, fallo subito per evitare di pagare la TARI su un immobile che non occupi più. Il Comune non può rimborsare d'ufficio le somme versate in eccesso senza una dichiarazione formale.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Non presentare la dichiarazione di cessazione quando si lascia un immobile: si continua a ricevere gli avvisi TARI e, se non si paga, si rischia l'iscrizione a ruolo anche per anni in cui l'immobile non era più occupato.
  • Presentare la dichiarazione di variazione fuori termine: la riduzione o l'aggiornamento decorre dall'anno successivo, non da quello in cui è avvenuta la variazione.

Domande frequenti

Come si calcola la TARI 2026 per un appartamento?

Moltiplica la superficie calpestabile (in mq) per la tariffa fissa del tuo Comune, poi aggiungi la tariffa variabile moltiplicata per il numero di occupanti. Al risultato somma il tributo provinciale TEFA (5-10%) e l'eventuale addizionale. Le tariffe 2026 le trovi nella delibera pubblicata sul sito del tuo Comune entro il 30 aprile 2026.

Quando si paga la TARI 2026?

Le scadenze variano Comune per Comune. In genere la prima rata scade tra giugno e luglio 2026 e la seconda a settembre-ottobre 2026, con eventuale conguaglio a novembre-dicembre. Il Comune invia l'avviso precompilato con le date precise. Controlla il sito del tuo Comune o il portale tributi online per le scadenze aggiornate.

Qual è il codice tributo F24 per pagare la TARI?

Per il pagamento tramite F24 utilizza il codice tributo 3944 per la quota TARI comunale e il codice 3945 per il tributo provinciale TEFA (Tributo per l'Esercizio delle Funzioni di Tutela Ambientale). Inserisci entrambi nella sezione 'ICI e altri tributi locali' del modello F24, indicando il codice catastale del Comune e l'anno di riferimento 2026.

Come si richiede la riduzione TARI per abitazione non occupata?

Presenta una dichiarazione scritta all'ufficio tributi del Comune, allegando la documentazione che prova la non occupazione (assenza di utenze attive, contratti di locazione scaduti, ecc.). La riduzione, generalmente del 30% sulla parte variabile, deve essere richiesta entro i termini stabiliti dal regolamento comunale, di solito prima dell'emissione degli avvisi di pagamento.

La seconda casa paga la TARI anche se non ci abita nessuno?

Sì, la seconda casa paga sempre la TARI, ma con una riduzione sulla parte variabile (solitamente dal 20% al 30%) se risulta non occupata e privi di residenti. Alcuni Comuni applicano una tariffa presuntiva basata su 1 o 2 occupanti standard. È obbligatorio presentare la dichiarazione TARI anche per le abitazioni tenute a disposizione.

Come si ottiene la riduzione TARI per il compostaggio domestico?

Iscriviti al registro comunale dei compostatori, richiedendo il modulo all'ufficio tributi o scaricandolo dal sito comunale. Dopo l'iscrizione (e in alcuni Comuni anche dopo un sopralluogo), otterrai una riduzione del 20-30% sulla quota variabile. La riduzione si applica di norma dall'anno successivo alla richiesta. Verifica che il tuo Comune aderisca a questa agevolazione.

Cosa succede se non pago la TARI entro la scadenza?

Si applicano sanzioni progressive tramite ravvedimento operoso: 0,1% al giorno per i primi 14 giorni (max 1,4%), 1,5% dal 15° al 30° giorno, 1,67% dal 31° al 90° giorno, 3,75% oltre 90 giorni fino a un anno. Superato l'anno senza pagamento, il Comune emette avviso di accertamento con sanzione ordinaria del 30% più interessi legali e avvia il recupero coattivo.

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Le informazioni contenute in questa guida hanno scopo orientativo e informativo. Verifica sempre i dati aggiornati sui siti ufficiali delle amministrazioni competenti. GuidaPA.com non fornisce consulenza fiscale, legale o professionale.