Indennità di Accompagnamento 2026: come richiederla all'INPS (631,34 €/mese)
Cosa ti serve prima di iniziare
- ✓Codice fiscale del richiedente e del tutore/delegato (se presente)
- ✓Documentazione medica aggiornata: diagnosi, referti specialistici, cartella clinica
- ✓Tessera sanitaria e documento di identità valido
- ✓SPID, CIE o CNS per accedere ai servizi online INPS
- ✓Eventuale verbale di invalidità civile già riconosciuta (se disponibile)
Rivolgiti al tuo medico di base per il certificato medico introduttivo
▶⚠️ Errori comuni in questo passaggio
- Il medico non spunta la casella 'non autosufficiente': senza questa indicazione la commissione potrebbe riconoscere solo l'invalidità senza concedere l'accompagnamento. Verifica la ricevuta prima di uscire dallo studio.
- Documentazione medica incompleta: porta referti aggiornati (non più vecchi di 6-12 mesi). Documentazione datata può portare la commissione a richiedere una nuova visita, allungando i tempi.
Accedi al portale INPS e compila la domanda di invalidità civile
▶⚠️ Errori comuni in questo passaggio
- Non selezionare l'indennità di accompagnamento insieme all'invalidità civile: molti richiedono solo l'invalidità e poi devono presentare una domanda separata, allungando i tempi di mesi. Seleziona entrambe nella stessa schermata.
- File allegati troppo grandi o in formato non accettato: converti i documenti in PDF e comprimi le immagini. Il portale rifiuta file superiori a 2 MB senza messaggio di errore chiaro, causando l'invio incompleto.
Partecipa alla visita della commissione medica INPS
▶⚠️ Errori comuni in questo passaggio
- Non presentarsi alla visita senza preavviso: la domanda viene archiviata automaticamente. Se non puoi andare, invia una raccomandata o una PEC alla commissione almeno 5 giorni prima chiedendo il rinvio e allegando documentazione medica.
- Portare solo fotocopie non autenticate: la commissione può rifiutare documenti non originali o non certificati conformi. Porta sempre gli originali e una serie di fotocopie da lasciare agli atti.
Verifica il verbale e controlla il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento
▶⚠️ Errori comuni in questo passaggio
- Confondere l'invalidità al 100% con il diritto automatico all'accompagnamento: sono due cose distinte. Si può avere invalidità totale senza accompagnamento se la commissione ritiene che la persona sia autosufficiente. In caso di disaccordo, è necessario il ricorso giudiziario.
- Lasciare scadere i termini di ricorso: il termine per impugnare il verbale è di 6 mesi. Dopo, il verbale diventa definitivo. Se ritieni che la valutazione sia errata, rivolgiti subito a un patronato (INPS, INCA, ACLI, CAF) per assistenza gratuita.
Inserisci o verifica le coordinate bancarie per ricevere i pagamenti
▶⚠️ Errori comuni in questo passaggio
- Inserire un IBAN intestato a un familiare non autorizzato: l'INPS blocca il pagamento e avvia una verifica. L'IBAN deve essere intestato al titolare della prestazione oppure al tutore legale con documentazione tribunalizia allegata.
- Non aggiornare l'IBAN in caso di cambio banca: i pagamenti vengono respinti e si accumulano senza notifiche immediate. Aggiorna le coordinate ogni volta che cambi conto corrente accedendo alla stessa sezione del portale INPS.
Controlla periodicamente il fascicolo e rinnova la dichiarazione di responsabilità
▶⚠️ Errori comuni in questo passaggio
- Non leggere le comunicazioni INPS nella casella postale o nel fascicolo online: l'INPS non sempre invia SMS o email di promemoria. Controlla il portale almeno ogni 2 mesi o iscriviti alle notifiche via email nelle impostazioni del profilo INPS.
- Non comunicare il ricovero in RSA o struttura residenziale: percepire l'indennità durante un ricovero a carico dello Stato è considerato indebito percepimento e l'INPS può chiedere la restituzione degli importi con sanzioni. Comunica sempre i ricoveri superiori a 30 giorni.
Domande frequenti
Quanto si prende di indennità di accompagnamento nel 2026?
L'importo mensile dell'indennità di accompagnamento per il 2026 è di 631,34 euro, rivalutato annualmente in base agli indici ISTAT. Viene pagata per 12 mesi all'anno (non 13), non è tassabile, non concorre al reddito ai fini ISEE per la maggior parte delle prestazioni e non è soggetta a limiti di reddito del beneficiario.
Chi ha diritto all'indennità di accompagnamento INPS?
Hanno diritto all'indennità di accompagnamento i cittadini italiani, comunitari e stranieri con permesso di soggiorno regolare, riconosciuti con invalidità totale al 100% e accertata impossibilità a deambulare senza assistenza permanente oppure incapacità di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita. Non esistono limiti di età né limiti di reddito per accedere alla prestazione.
Quanto tempo ci vuole per ottenere l'indennità di accompagnamento?
I tempi variano in base alla regione e al carico delle commissioni mediche INPS. In media si attendono 2-4 mesi per la convocazione a visita, altri 1-2 mesi per il verbale, e ulteriori 2-3 mesi per la liquidazione. Il percorso totale si aggira tra 6 e 12 mesi. Gli arretrati vengono però corrisposti dalla data di presentazione della domanda originale, non dalla data di riconoscimento.
Posso chiedere l'indennità di accompagnamento per un familiare non autosufficiente?
La domanda deve essere presentata dalla persona interessata oppure da chi la rappresenta legalmente: tutore, curatore o amministratore di sostegno nominato dal Tribunale. Un familiare senza delega legale non può presentare la domanda al posto del disabile. È però possibile farsi assistere gratuitamente da un patronato (INPS, INCA, ACLI) che gestisce l'iter burocratico per conto del richiedente.
L'indennità di accompagnamento si può cumulare con la pensione di invalidità?
L'indennità di accompagnamento è cumulabile con la pensione di inabilità INPS (assegno mensile o pensione di inabilità assoluta), con l'assegno ordinario di invalidità e con quasi tutte le altre prestazioni assistenziali. Non è cumulabile, invece, con analoghi trattamenti di accompagnamento riconosciuti per cause di guerra, lavoro o servizio. In caso di ricovero a carico dello Stato per oltre 30 giorni, viene sospesa.
Cosa succede se la commissione non riconosce l'indennità di accompagnamento?
Se il verbale non riconosce il diritto all'accompagnamento, è possibile impugnarlo entro 6 mesi dalla notifica tramite il procedimento di Accertamento Tecnico Preventivo (ATP) presso il Tribunale ordinario competente per residenza. Non è necessario un avvocato per avviare il ricorso, ma è consigliabile rivolgersi a un patronato gratuito (INCA, ACLI, CAF INPS) per valutare la documentazione medica e le probabilità di successo.
L'indennità di accompagnamento spetta anche ai minori?
L'indennità di accompagnamento spetta anche ai minori di età, senza alcun limite minimo di anni, se riconosciuti con le stesse condizioni di non autosufficienza previste per gli adulti. La domanda viene presentata dai genitori esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore legale. L'importo è identico a quello degli adulti: 631,34 euro mensili nel 2026. Non è compatibile con l'indennità di frequenza, che ha requisiti diversi.
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Trova un CAF onlineLe informazioni contenute in questa guida hanno scopo orientativo e informativo. Verifica sempre i dati aggiornati sui siti ufficiali delle amministrazioni competenti. GuidaPA.com non fornisce consulenza fiscale, legale o professionale.