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Donazioni e detrazioni nel 730 2026: guida completa per ONLUS, APS e fondazioni

Aggiornato Aprile 202630 minmedia

Cosa ti serve prima di iniziare

  • Ricevute o attestazioni delle donazioni effettuate nel 2025
  • Codice fiscale degli enti beneficiari
  • Estratto conto bancario o ricevuta del bonifico parlante
  • Accesso a SPID, CIE o CNS per il 730 precompilato
  • Modello 730 2026 o accesso al portale dell'Agenzia delle Entrate
Se nel 2025 hai fatto una donazione a una ONLUS, un'Associazione di Promozione Sociale (APS), una fondazione o un partito politico, puoi recuperare una parte della spesa attraverso la dichiarazione dei redditi 730 2026. La normativa prevede due strumenti principali: la detrazione d'imposta (che riduce direttamente l'IRPEF dovuta) e la deduzione dal reddito complessivo (che abbassa la base imponibile). La detrazione è pari al 30% delle erogazioni liberali verso enti del Terzo Settore iscritti nel RUNTS, che sale al 35% per le APS, su un massimo di 30.000 euro annui. In alternativa, puoi scegliere la deduzione fino al 10% del reddito complessivo. Per i partiti politici valgono regole specifiche con importi e percentuali differenti. In questa guida aggiornata ad aprile 2026 trovi tutti i passaggi pratici per inserire correttamente le donazioni nel 730 precompilato, evitando gli errori più frequenti che causano il rigetto o il recupero indebito del beneficio fiscale.
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Raccogli e verifica la documentazione delle donazioni

Prima di aprire il 730 precompilato, raduna tutta la documentazione relativa alle donazioni effettuate nel 2025. Per ogni versamento ti serve la ricevuta dell'ente beneficiario con l'indicazione del tuo codice fiscale, dell'importo e della causale, oppure la contabile del bonifico bancario o postale cosiddetto 'parlante', che riporta nella causale la dicitura 'erogazione liberale', il codice fiscale e la denominazione dell'ente. I versamenti in contanti non sono mai detraibili o deducibili: la donazione deve essere tracciabile. Verifica che l'ente destinatario sia iscritto nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) consultando il portale ministeriale, oppure che abbia comunque i requisiti di legge (ONLUS storiche, enti religiosi riconosciuti, fondazioni bancarie, ecc.). Annota per ciascuna donazione: denominazione dell'ente, codice fiscale, importo, data del versamento e tipologia dell'ente (ETS/ONLUS, APS, partito politico). Questa classificazione è fondamentale perché determina il quadro del 730 in cui inserire i dati e la percentuale di beneficio applicabile.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Donazione in contanti: non è detraibile né deducibile. Usa sempre bonifico bancario, postale o carta di credito/debito con causale esplicita.
  • Causale del bonifico generica (es. 'donazione'): scrivi sempre 'erogazione liberale ai sensi dell'art. 83 del D.Lgs. 117/2017' con codice fiscale e nome dell'ente per evitare contestazioni.
  • Ente non iscritto al RUNTS o privo di qualifica ONLUS: verifica sempre lo status dell'ente prima di indicare la spesa, altrimenti la detrazione può essere negata in sede di controllo.
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Scegli tra detrazione e deduzione in base alla tua situazione fiscale

La legge ti offre due strade alternative e incompatibili tra loro per lo stesso ente: la detrazione d'imposta o la deduzione dal reddito. Non puoi usarle entrambe per la stessa donazione. La detrazione del 30% (o 35% per le APS) si applica su donazioni fino a 30.000 euro annui e va a ridurre direttamente l'IRPEF lorda: se hai donato 1.000 euro a una ONLUS, recuperi 300 euro di imposta. Conviene se hai un'imposta lorda sufficiente a capienza. La deduzione, invece, riduce il reddito imponibile fino al 10% del reddito complessivo e senza limite assoluto di importo; l'effettivo risparmio dipende dall'aliquota marginale IRPEF (tra il 23% e il 43%). Conviene a chi si trova negli scaglioni IRPEF più alti. Fai un calcolo rapido: se la tua aliquota marginale supera il 30-35%, la deduzione potrebbe essere più vantaggiosa. Per le donazioni ai partiti politici non vale questa scelta: si applicano regole autonome con detrazione del 26% su importi tra 30 e 30.000 euro. Annota la scelta effettuata prima di procedere alla compilazione, poiché cambierà il quadro del 730 in cui inserire i dati.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Inserire la stessa donazione sia nel rigo della detrazione sia in quello della deduzione: il software dell'Agenzia delle Entrate rileva la doppia indicazione e rettifica d'ufficio, con possibile sanzione.
  • Non considerare la capienza d'imposta: la detrazione non genera rimborso se supera l'IRPEF dovuta, quindi in caso di imposta molto bassa la deduzione può essere più conveniente.
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Accedi al 730 precompilato e individua i quadri corretti per le donazioni

Entra nel portale dell'Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS e apri il tuo 730 precompilato 2026. Le donazioni si inseriscono nel Quadro E – Oneri e spese. Identifica il rigo corretto in base alla tipologia di ente e al beneficio scelto: per la detrazione del 30% alle ETS/ONLUS usa il rigo E36 (codice onere 71); per la detrazione del 35% alle APS usa il rigo E36 con codice onere 72; per la deduzione alternativa usa il rigo E32 (erogazioni liberali a ETS con deduzione); per le donazioni ai partiti politici usa il rigo E35 (codice onere 20). Se il 730 precompilato già contiene alcune donazioni (perché l'ente le ha trasmesse telematicamente), verifica che gli importi corrispondano esattamente ai tuoi documenti prima di confermare. Se mancano donazioni o gli importi sono errati, modifica il precompilato: il modello passa da 'precompilato accettato' a 'precompilato modificato', il che non comporta alcuno svantaggio ma richiede che tu conservi la documentazione giustificativa per almeno 5 anni in caso di controllo formale.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Confondere il codice onere 71 (ETS/ONLUS, 30%) con il codice 72 (APS, 35%): controlla sempre la tipologia esatta dell'ente dalla documentazione ricevuta o dal RUNTS.
  • Accettare il precompilato senza verificare le donazioni già presenti: alcune erogazioni potrebbero non essere state trasmesse dall'ente, oppure potrebbe esserci un importo errato. Controlla sempre voce per voce.
  • Inserire l'importo lordo invece di quello effettivamente versato: indica sempre la somma realmente donata, al netto di eventuali rimborsi ricevuti dall'ente.
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Compila i righi, controlla i limiti e invia il modello

Dopo aver identificato i righi corretti, inserisci per ciascuna donazione il codice onere e l'importo versato. Il sistema del 730 precompilato calcola automaticamente la detrazione o la deduzione spettante, ma devi verificare che vengano rispettati i limiti di legge. Per la detrazione (codici 71 e 72): la base di calcolo non può superare 30.000 euro complessivi; se hai donato a più enti, somma tutti gli importi e verifica di non aver superato il tetto. Per la deduzione (rigo E32): il software applica automaticamente il limite del 10% del reddito complessivo, ma controlla che il reddito indicato nella precompilata sia corretto. Per i partiti politici (codice 20): l'importo deve essere compreso tra 30 e 30.000 euro, altrimenti la detrazione del 26% non spetta. Prima di inviare, usa la funzione 'Riepilogo e controllo' del portale: eventuali anomalie vengono segnalate con avvisi in giallo (attenzione) o rosso (errore bloccante). Correggi tutti gli errori rossi prima della trasmissione. Dopo l'invio, salva la ricevuta telematica e conserva tutta la documentazione cartacea delle donazioni per almeno 5 anni.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Superare il limite di 30.000 euro senza che il software lo segnali automaticamente in tutti i casi: verifica manualmente la somma se hai donato a più enti, poiché il controllo automatico potrebbe non aggregare tutti i righi.
  • Non conservare la documentazione dopo l'invio: anche se il 730 è precompilato e accettato, l'Agenzia delle Entrate può richiedere i giustificativi entro i termini di decadenza (generalmente 5 anni). Tieni tutto in un fascicolo ordinato.
  • Dimenticare di indicare il codice fiscale dell'ente nel campo previsto quando richiesto: la mancanza può causare lo scarto del beneficio in sede di liquidazione.
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Gestisci le donazioni in natura e i casi particolari

Oltre alle donazioni in denaro, esistono casi particolari da trattare correttamente. Le donazioni in natura (beni mobili, derrate alimentari, farmaci, ecc.) a ETS sono deducibili o detraibili se accompagnate da una perizia giurata di stima (per beni di valore superiore a 30.000 euro) o da una dichiarazione sostitutiva dell'ente che attesti il valore del bene ricevuto. Per le fondazioni bancarie (ex art. 15, c. 1, lett. i-bis del TUIR) la detrazione è del 19% su importi fino a 2.065 euro. Per le ONLUS storiche che non si sono ancora trasformate in ETS (in regime transitorio), si applica ancora la normativa previgente con detrazione del 26% o deduzione fino al 10% del reddito; verifica lo stato dell'ente nel RUNTS. Per le persone fisiche che donano a istituti scolastici pubblici o privati paritari valgono le disposizioni specifiche del cosiddetto 'school bonus'. Se sei incerto sulla classificazione di un ente, consulta il RUNTS online o contatta direttamente l'organizzazione beneficiaria richiedendo l'attestazione fiscale che indica la norma applicabile: questo documento è la tua tutela principale in caso di controllo.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Applicare la detrazione del 30% a ONLUS in regime transitorio che non si sono ancora iscritte al RUNTS come ETS: verifica sempre lo status aggiornato prima di scegliere il codice onere corretto.
  • Confondere le donazioni alle fondazioni bancarie (detrazione 19%, limite 2.065 euro) con quelle alle ETS (detrazione 30%, limite 30.000 euro): sono istituti distinti con righi differenti nel 730.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra detrazione e deduzione per le donazioni nel 730 2026?

La detrazione riduce direttamente l'IRPEF dovuta: per le ETS/ONLUS è il 30% (35% per APS) dell'importo donato, fino a 30.000 euro. La deduzione abbassa invece il reddito imponibile fino al 10% del reddito complessivo: il risparmio effettivo dipende dalla tua aliquota marginale. Non puoi usarle entrambe per la stessa donazione: devi scegliere.

Posso detrarre una donazione fatta in contanti nel 730?

No. Le donazioni in contanti non danno diritto ad alcun beneficio fiscale. La normativa richiede che il pagamento sia tracciabile: bonifico bancario o postale con causale esplicita, carta di credito, carta di debito o assegno. Il bonifico deve riportare nella causale la dicitura 'erogazione liberale' e il codice fiscale dell'ente beneficiario.

Come faccio a sapere se un'associazione è un'APS e quindi ha diritto alla detrazione del 35%?

Consulta il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) sul portale del Ministero del Lavoro: cerca l'ente per denominazione o codice fiscale e verifica che la qualifica indicata sia 'Associazione di Promozione Sociale'. In alternativa, chiedi direttamente all'associazione l'attestazione fiscale che indica la normativa applicabile e la sezione del RUNTS in cui è iscritta.

Dove si inseriscono le donazioni alle ONLUS nel 730 precompilato 2026?

Nel Quadro E – Oneri e spese: usa il rigo E36 con codice onere 71 per la detrazione del 30% alle ETS/ONLUS, codice 72 per la detrazione del 35% alle APS. Per la deduzione alternativa usa il rigo E32. Per i partiti politici usa il rigo E35 con codice onere 20. Verifica sempre che i dati già presenti nel precompilato siano corretti prima di inviare.

Quanto posso detrarre al massimo per le donazioni nel 730 2026?

La base massima su cui calcolare la detrazione del 30% o 35% è di 30.000 euro annui di donazioni. Quindi il beneficio massimo è 9.000 euro (30% di 30.000) per ETS/ONLUS o 10.500 euro (35% di 30.000) per le APS. La detrazione è però limitata all'IRPEF lorda: se l'imposta è inferiore, non genera rimborso.

Le donazioni ai partiti politici si detraggono nello stesso modo?

No. Per i partiti politici regolarmente iscritti nel registro previsto dalla legge, la detrazione è del 26% su importi compresi tra 30 e 30.000 euro annui. Si inserisce nel rigo E35 con codice onere 20. Non è possibile applicare la deduzione alternativa. Il pagamento deve avvenire con modalità tracciabili e la ricevuta del partito è il documento giustificativo da conservare.

Cosa succede se l'importo della donazione è già presente nel 730 precompilato?

Se l'ente ha trasmesso i dati all'Agenzia delle Entrate, la donazione potrebbe già essere nel precompilato. Verificala sempre: controlla che l'importo, il codice onere e il codice fiscale dell'ente siano corretti. Se sono esatti puoi accettare il dato; se ci sono errori o mancano donazioni, modifica il modello e conserva la documentazione originale per eventuali controlli futuri.

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Le informazioni contenute in questa guida hanno scopo orientativo e informativo. Verifica sempre i dati aggiornati sui siti ufficiali delle amministrazioni competenti. GuidaPA.com non fornisce consulenza fiscale, legale o professionale.