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Detrazioni Mutuo Prima Casa nel 730 2026: Guida Completa agli Interessi Passivi

Aggiornato Aprile 202630 minfacile

Cosa ti serve prima di iniziare

  • Certificazione degli interessi passivi rilasciata dalla banca (disponibile da febbraio 2026)
  • Contratto di mutuo ipotecario stipulato per l'acquisto della prima casa
  • Atto notarile di acquisto dell'immobile
  • Credenziali SPID, CIE o CNS per accedere al 730 precompilato su NoiPA o Agenzia delle Entrate
  • Codice fiscale del soggetto intestatario del mutuo
  • Dichiarazione dell'istituto di credito con l'importo degli interessi pagati nel 2025
Se hai un mutuo ipotecario per l'acquisto della prima casa, hai diritto a una detrazione IRPEF del 19% sugli interessi passivi pagati nel 2025, da indicare nel modello 730/2026. La detrazione si applica su un importo massimo di 4.000 euro annui, per un risparmio fiscale massimo di 760 euro. Per beneficiarne, è necessario inserire il codice onere 7 nella sezione E del 730 e conservare la certificazione rilasciata dalla tua banca. La detrazione spetta sia al titolare del mutuo sia ai cointestatari, ciascuno per la propria quota. L'immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro 12 mesi dall'acquisto o dalla stipula del mutuo. In questa guida aggiornata ad aprile 2026 trovi tutti i passaggi per inserire correttamente gli interessi passivi nel 730 precompilato, i documenti da conservare e gli errori da evitare per non perdere il rimborso.
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Recupera la certificazione degli interessi passivi dalla tua banca

Prima di aprire il 730 precompilato, procurati la certificazione degli interessi passivi del mutuo rilasciata dalla tua banca o istituto di credito. Questo documento viene inviato annualmente, di solito entro marzo, all'indirizzo postale o tramite home banking. Indica l'importo totale degli interessi passivi pagati nel corso del 2025, le eventuali spese accessorie detraibili (come le spese di istruttoria e perizia sostenute nell'anno di stipula del mutuo) e i dati del contratto di mutuo. Controlla che il documento riporti il tuo codice fiscale correttamente e che il mutuo sia qualificato come ipotecario per acquisto prima casa. Se non hai ricevuto la certificazione, contatta il servizio clienti della tua banca o scaricala dall'area riservata dell'home banking. Conserva questo documento per almeno cinque anni, poiché l'Agenzia delle Entrate potrebbe richiederlo in caso di controllo. Se il mutuo è cointestato, ogni cointestatario ha diritto alla detrazione sulla propria quota degli interessi.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Confondere il documento con il piano di ammortamento: la certificazione annuale degli interessi è un documento separato che la banca emette ogni anno, non il prospetto del piano di rimborso.
  • Inserire l'importo totale della rata invece degli soli interessi passivi: solo la quota interessi è detraibile, non la quota capitale.
  • Non verificare che il mutuo sia classificato come 'ipotecario per acquisto prima casa': i mutui di ristrutturazione o liquidità non danno diritto alla stessa detrazione.
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Accedi al 730 precompilato sul portale dell'Agenzia delle Entrate

Collegati al sito ufficiale dell'Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it) e accedi all'area riservata utilizzando le tue credenziali SPID (livello 2), CIE o CNS. Una volta autenticato, seleziona la sezione 'Dichiarazioni' e poi '730 precompilato 2026'. Il sistema ti mostrerà la dichiarazione precompilata elaborata dall'Agenzia delle Entrate sulla base dei dati trasmessi dagli istituti di credito, dai datori di lavoro e da altri soggetti obbligati. Verifica subito se gli interessi passivi del tuo mutuo risultano già inseriti nella sezione E: in molti casi la banca trasmette direttamente i dati all'Agenzia e il valore appare precompilato. Se l'importo non è presente o risulta errato, dovrai integrarlo manualmente nel passo successivo. Tieni a portata di mano la certificazione bancaria per confrontare i valori. Prima di qualsiasi modifica, salva o stampa la versione precompilata originale come riferimento.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Accedere al portale con credenziali scadute o SPID di livello 1: per accedere al 730 precompilato è necessario lo SPID di livello 2 o superiore. Verifica che il tuo SPID sia attivo e aggiornato prima di iniziare.
  • Non verificare la presenza dei dati precompilati prima di inserirli manualmente: se la banca ha già trasmesso i dati, inserirli di nuovo potrebbe creare duplicazioni.
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Vai alla sezione E del 730 e inserisci il codice onere 7

Nella dichiarazione precompilata, individua il quadro E denominato 'Oneri e spese'. Questa sezione raccoglie tutte le spese per le quali spetta una detrazione IRPEF del 19%. Cerca la sottosezione dedicata agli 'Interessi passivi e oneri accessori per mutui'. Se i dati non sono precompilati, clicca su 'Modifica' e aggiungi una nuova riga inserendo il codice onere 7, che corrisponde agli 'Interessi passivi, e relativi oneri accessori, nonché le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione per mutui ipotecari contratti per l'acquisto dell'unità immobiliare da adibire ad abitazione principale'. Inserisci l'importo degli interessi passivi indicato nella certificazione bancaria nel campo corrispondente. Ricorda che il limite massimo su cui si calcola la detrazione è 4.000 euro: se hai pagato interessi superiori a questa soglia, inserisci comunque il valore reale e il sistema applicherà automaticamente il tetto. Se il mutuo è cointestato, ogni intestatario inserisce la propria quota nel proprio 730.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Inserire il codice onere 8 invece del 7: il codice 8 riguarda i mutui per la costruzione o ristrutturazione dell'abitazione principale, con un limite diverso. Verifica sempre che il codice corrisponda alla tipologia del tuo mutuo.
  • Non rispettare la quota di spettanza in caso di mutuo cointestato: se sei cointestatario al 50%, inserisci solo il 50% dell'importo totale degli interessi, non l'intero valore.
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Verifica i requisiti per la spettanza della detrazione

Prima di confermare i dati, controlla che tu abbia effettivamente diritto alla detrazione verificando i seguenti requisiti fondamentali. Primo: il mutuo deve essere ipotecario e stipulato per l'acquisto dell'unità immobiliare da adibire ad abitazione principale. Secondo: l'immobile deve essere diventato la tua abitazione principale entro 12 mesi dall'acquisto o entro 12 mesi dalla stipula del mutuo se l'acquisto è anteriore. Terzo: il contratto di mutuo deve essere stato stipulato nei sei mesi antecedenti o nei dodici mesi successivi alla data di acquisto dell'immobile. Quarto: la detrazione spetta anche se l'immobile è tenuto a disposizione per motivi di lavoro che obbligano il contribuente a trasferirsi altrove, ma solo se l'immobile rimane l'abitazione principale del coniuge o dei familiari. Se hai variato la residenza o hai ceduto l'immobile, verifica attentamente se la detrazione è ancora applicabile consultando la guida ufficiale dell'Agenzia delle Entrate o un CAF. In caso di dubbio, è sempre preferibile rivolgersi a un professionista.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Richiedere la detrazione dopo aver cambiato residenza senza che ricorra una delle eccezioni previste: se hai trasferito la residenza in un altro immobile, la detrazione decade. Consulta un CAF o un commercialista prima di inserire il dato.
  • Confondere la data di stipula del mutuo con la data di acquisto: il mutuo deve essere stato stipulato entro i termini previsti rispetto all'atto di compravendita; verifica le date sull'atto notarile.
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Controlla il riepilogo della detrazione e verifica il calcolo del rimborso

Dopo aver inserito o confermato i dati nel quadro E, utilizza la funzione di riepilogo o anteprima del 730 precompilato per verificare che la detrazione sia stata calcolata correttamente. Il sistema applica automaticamente il 19% sull'importo inserito, nel rispetto del limite massimo di 4.000 euro: la detrazione massima teorica è quindi di 760 euro. Il valore verrà riportato nel prospetto di liquidazione, dove potrai vedere se genera un rimborso a tuo favore o riduce le imposte dovute. Se il tuo reddito è basso e l'imposta lorda risulta inferiore alla detrazione, la parte eccedente non viene rimborsata poiché si tratta di una detrazione e non di un credito d'imposta. Verifica anche che il codice fiscale del sostituto d'imposta (il tuo datore di lavoro o INPS se pensionato) sia corretto, poiché determina chi effettuerà il rimborso in busta paga o nella rata della pensione. Salva la bozza prima di procedere all'invio definitivo.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Aspettarsi il rimborso dell'intera detrazione anche in caso di capienza IRPEF insufficiente: la detrazione riduce l'imposta lorda, ma se questa è inferiore alla detrazione, la differenza non viene rimborsata.
  • Non controllare il codice fiscale del sostituto d'imposta: un codice errato può ritardare o bloccare il rimborso.
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Invia il 730 e conserva la documentazione di supporto

Una volta verificati tutti i dati, procedi con l'invio del 730 precompilato direttamente online tramite il portale dell'Agenzia delle Entrate. Se hai modificato o integrato dati rispetto alla versione precompilata originale, il sistema ti segnalerà le modifiche effettuate e ti chiederà una conferma prima dell'invio. Al termine, scarica e salva la ricevuta di trasmissione e la copia della dichiarazione inviata in formato PDF: questi documenti attestano l'avvenuta presentazione. Dopo l'invio, conserva per almeno cinque anni tutta la documentazione a supporto della detrazione: la certificazione degli interessi passivi rilasciata dalla banca, il contratto di mutuo, l'atto notarile di acquisto e, se applicabile, il certificato di residenza nell'immobile. In caso di controllo da parte dell'Agenzia delle Entrate, dovrai esibire questi documenti entro i termini indicati nella richiesta. Se utilizzi un CAF o un professionista abilitato, consegna tutta la documentazione originale per la conservazione e richiedi copia dell'impegno alla trasmissione.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Non scaricare la ricevuta di trasmissione subito dopo l'invio: il portale potrebbe non consentire il recupero della ricevuta in un secondo momento. Salvala immediatamente in un posto sicuro.
  • Buttare la certificazione bancaria dopo aver presentato il 730: i documenti di supporto devono essere conservati per cinque anni in caso di controllo fiscale.

Domande frequenti

Qual è il massimo che posso detrarre per gli interessi del mutuo prima casa nel 730 2026?

La detrazione IRPEF del 19% si applica su un importo massimo di 4.000 euro di interessi passivi pagati nel 2025. Il risparmio fiscale massimo è quindi di 760 euro (il 19% di 4.000). Se hai un mutuo cointestato, il limite di 4.000 euro si applica a ciascun cointestatario per la propria quota.

Cosa succede se nel 730 precompilato gli interessi del mutuo sono già inseriti?

Se i dati trasmessi dalla banca all'Agenzia delle Entrate corrispondono esattamente a quanto riportato nella tua certificazione bancaria, puoi accettare i dati precompilati senza modifiche. Confronta sempre l'importo precompilato con quello della certificazione bancaria prima di confermare.

Posso detrarre gli interessi del mutuo se non ho la residenza nell'immobile?

In generale no, la detrazione spetta solo se l'immobile è adibito ad abitazione principale. Esistono eccezioni per motivi di lavoro che obbligano il trasferimento di residenza, a patto che l'immobile rimanga abitazione principale del coniuge o dei familiari. Verifica la tua situazione specifica con un CAF.

Che cos'è il codice onere 7 e dove va inserito nel 730?

Il codice onere 7 identifica gli interessi passivi su mutui ipotecari per l'acquisto dell'abitazione principale. Va inserito nella sezione E del modello 730, nel campo 'Codice onere' della riga dedicata agli interessi passivi. Non confonderlo con il codice 8, che riguarda mutui per costruzione o ristrutturazione.

Posso detrarre anche le spese accessorie del mutuo oltre agli interessi?

Sì, nell'anno di stipula del mutuo puoi detrarre anche le spese accessorie sostenute per la stipula, come le spese di istruttoria, perizia e l'imposta sostitutiva sul mutuo, sempre con il codice onere 7 e nel rispetto del limite complessivo di 4.000 euro. Nei anni successivi si detraggono solo gli interessi passivi.

Quando arriva il rimborso del 730 per la detrazione degli interessi del mutuo?

Il rimborso derivante dal 730 presentato entro luglio 2026 viene erogato direttamente in busta paga dal datore di lavoro a partire da luglio-agosto 2026, oppure nella rata della pensione da agosto 2026 per i pensionati. I tempi possono variare in base alla data di presentazione e al sostituto d'imposta.

Posso detrarre gli interessi del mutuo se l'ho acceso per acquistare una seconda casa?

No. La detrazione del 19% con il codice onere 7 e il limite di 4.000 euro si applica esclusivamente ai mutui ipotecari stipulati per l'acquisto dell'unità immobiliare da adibire ad abitazione principale. I mutui su seconde case non danno diritto a questa specifica detrazione nel 730.

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Le informazioni contenute in questa guida hanno scopo orientativo e informativo. Verifica sempre i dati aggiornati sui siti ufficiali delle amministrazioni competenti. GuidaPA.com non fornisce consulenza fiscale, legale o professionale.